Corso di osteopatia e chiropratica

Corso di osteopatia e chiropratica

Scopri il corso di osteopatia e chiropratica Fisiotop

Indice

2022sab26nov(nov 26)09:00dom27(nov 27)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (27)

2022sab10dic(dic 10)09:00dom11(dic 11)17:30Corso HVLA / SOLD OUTColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (11)

2023sab28gen(gen 28)09:00dom29(gen 29)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (29)

2023sab27mag(mag 27)09:00dom28(mag 28)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (28)

1. Introduzione

Nel corso HVLA Colonna e articolazioni periferiche verranno intraprese tecniche di osteopatia e chiropratica.

L’azienda Fiiotop nasce nel 2009 dopo un processo di sperimentazione durato ben 10 anni. È stata eseguita un’analisi studiata ed approfondita del corpo umano e del suo movimento, integrando materie come posturologia, terapia manuale, fisioterapia, osteopatia, scienze motorie, massofisioterapia medicina psicosomatica integrativa, PNEI, riabilitazione ed analisi del movimento. In questo modo vengono forniti numerosi servizi, tra cui corsi di aggiornamento per professionisti e corsi di formazione. Un esempio è il corso HVLA, che si occupa di manipolazione strutturale della colonna vertebrale.

2. Differenze tra osteopata o chiropratico

Prima di comprendere in cosa consiste il corso HVLA, è importante sapere quali sono le differenze tra un osteopata ed un chiropratico. Queste due professioni hanno moltissime somiglianze, ma nonostante questo è bene saper distinguere le differenze per sapere a chi affidarsi nel momento del bisogno.
Una delle somiglianze più evidenti riguarda il metodo di lavoro. Entrambi i professionisti lavorano sul paziente utilizzando solamente le mani, senza nessun tipo di strumento ausiliario. Tra le differenze maggiori rientra invece la scuola di pensiero di provenienza, che influenza anche l’approccio al trattamento del paziente. Se un chiropratico è focalizzato principalmente sul funzionamento del corpo della persona, agendo in particolar modo sul sistema spinale e sulle articolazioni, l’osteopata non si focalizza sul sintomo, e guarda il paziente nella sua interezza. Se il problema è un mal di schiena, il chiropratico cercherà di risolverlo agendo sulla colonna vertebrale, mentre l’osteopata avrà una visione più ampia, e cercherà anche le cause del dolore che potrebbero dipendere da altri fattori. L’osteopata di fatto non isola il problema del paziente, ma cerca di inserirlo in un contesto più ampio.
Nonostante l’approccio al problema del paziente sia diverso, le procedure messe in atto per risolverlo possono essere molto simili. Entrambi i professionisti utilizzano pratiche che causano il movimento di parti del corpo al di là del proprio normale raggio articolare, provocando quello che in gergo tecnico viene definito rilascio articolare. Questo movimento sarà eseguito rapidamente da un chiropratico, in modo che l’articolazione si trovi al di fuori del suo raggio di movimento per pochi istanti. Al contrario, un osteopata eseguirà un movimento lento, cercando anche di distendere i muscoli intorno all’articolazione. In entrambi i casi, il risultato finale che si vuol ottenere è una maggiore mobilità.
Senza dubbio, i movimenti che vengono eseguiti da un osteopata sono maggiori rispetto a quelli eseguiti da un chiropratico, che si concentra solo sulla colonna vertebrale e sulle articolazioni. Per questo motivo, un osteopata è in grado di curare uno spettro di problemi più ampio, che può comprendere anche problemi digestivi o respiratori.
Per diventare osteopata o chiropratico occorre in ogni caso seguire corsi di formazione della durata di diversi anni. Non esiste una professione migliore di un’altra, ma dipende tutto da un scelta soggettiva. Per questo, il corso di chiropratica ed il corso di osteopatia sono validi allo stesso modo, e consentono di formare un professionista preparato ad ogni situazione.

3. Cosa sono le tecniche HVLA

Le tecniche HVLA, definite anche thrust oppure di adjustement, trovano largo impiego non soltanto in campo fisioterapico, ma anche chiropratico e osteopatico.

La chiroterapia, una branca della medicina alternativa la cui denominazione deriva da due vocaboli greci (“keir” che significa “mano” e “praxis” che significa “attività”), si concentra infatti sul trattamento e sulla prevenzione di disturbi meccanici e statici dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi del sistema nervoso centrale.

L’osteopatia, a sua volta, è una pratica incentrata sul trattamento manuale delle patologie osteo-articolari tramite interventi calibrati e indirizzati sui punti dolenti dello scheletro.

Il meccanismo d’azione delle tecniche HVLA si concentra sul “crack”, il rumore che accompagna la mobilizzazione del punto articolare trattato, dove si verifica una condensazione e successiva rottura di microbolle d’azoto presenti nel liquido sinoviale in seguito al dinamismo causato dalla manipolazione.

Queste particelle d’azoto rappresentano il prodotto finale dei processi catabolici dei condrociti, la cellule costitutive della cartilagine.

Oltre a questa funzione, le HVLA provocano anche la rottura delle aderenze tissutali intra ed extra-capsulari, contribuendo a incrementare l’ampiezza del movimento e quindi il benessere funzionale dell’articolazione.

L’aspetto più interessante degli atti manipolatori rimane senza dubbio il coinvolgimento neurofisiologico relativo all’aumento delle potenzialità del midollo spinale che si manifestano sia localmente sia a livello di distretti lontani.

Simili interventi riescono ad innalzare la soglia di attivazione del riflesso da stiramento miofasciale minimizzando il rischio di spasmi dolorosi, grazie a un’azione mirata sui propriocettori localizzati nei fusi neuromuscolari e negli organi del Golgi.

L’effetto antalgico delle manipolazioni vertebrali dipende inoltre dalla stimolazione meccanica delle radici nervose dorsali e dall’aumentata secrezione di β-endorfine, molecole dotate di eccellenti proprietà defaticanti e bioattivanti.

Anche il sistema nervoso autonomo è in collegamento con alcune zone della colonna vertebrale, come ad esempio l’area cranio-cervicale che è innervata dalle radici del vago oppure alcune articolazioni toraciche che sono innervate dalle catene vertebro-laterali dell’ortosimpatico.

È necessario pertanto tenere conto che, nel momento in cui si applica una manipolazione vertebrale vengono stimolati numerosi distretti nervosi sia centrali che periferici, con effetti meccanici e neurofisiologici di notevole impatto.

4. Corso HVLA per imparare correttamente la tecnica manipolatoria

I terapeuti che praticano le tecniche HVLA devono avere una preparazione adeguata in quanto il successo degli interventi dipende quasi unicamente dalle loro capacità professionali.

A tale scopo è fortemente consigliato frequentare un qualificato corso di manipolazioni vertebrali, come quello organizzato da Fisiotop Academy, un’azienda che da tempo si occupa di formazione in questo settore.

Si tratta di un corso di osteopatia strutturale riguardante interventi manipolatori sul rachide e sulle articolazioni periferiche, che consente di acquisire i fondamenti di chiropratica, delle tecniche thrust e della scuola di Maigne.

Grazie all’interazione tra queste tecniche è stato possibile strutturare un innovativo metodo in grado di offrire un approccio multidisciplinare ai principali disturbi neurofisiologici e muscolo-scheletrici caratterizzati da sintomatologia dolorosa.

Il corso istituito da Fisiotop è rivolto a fisioterapisti, massoterapisti, osteopati, medici e studenti di simili discipline, interessati alle tecniche manuali miotensive e alle loro applicazioni.

Per quanto riguarda la colonna vertebrale, il programma prevede una parte teorica (incentrata sulla storia delle manipolazioni HVLA) e una parte pratica riguardante interventi sulla porzione cervicale, toracica, dorsale e lombare del rachide e sulla giunzione cervico-dorsale.

Nell’ambito delle articolazioni periferiche il corso è incentrato su spalle, gomiti, polsi, ginocchia, bacino, caviglie e sinfisi pubica, sempre con particolare riguardo alle problematiche algiche collegate ai vari disturbi.

Fisiotop Academy è nata nel 2009, dopo un lungo percorso formativo che i due fondatori hanno affrontato per migliorare la conoscenza delle metodologie manipolatorie HVLA.

In seguito ad anni di sperimentazioni pratiche ed a continui aggiornamenti, è stato possibile arrivare alla formulazione di un metodo integrativo ideale sia per scopi terapeutici sia preventivi anche nel settore sportivo.

Gli ambiziosi obiettivi del corso hanno permesso di arrivare a una perfetta integrazione di differenti discipline, come posturologia, osteopatia, chiropratica, riabilitazione e analisi del movimento.

Per ricevere informazioni è sufficiente compilare il form disponibile sul sito web, dove si possono visionare anche le numerose attività svolte dal centro.

CORSO HVLA

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I 10 punti fondamentali per la manipolazione vertebrale

I 10 punti fondamentali per la manipolazione vertebrale

Che cosa sono le tecniche HVLA?

2022sab26nov(nov 26)09:00dom27(nov 27)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (27)

2022sab10dic(dic 10)09:00dom11(dic 11)17:30Corso HVLA / SOLD OUTColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (11)

2023sab28gen(gen 28)09:00dom29(gen 29)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (29)

2023sab27mag(mag 27)09:00dom28(mag 28)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (28)

1. Introduzione

Nel corso HVLA Colonna e articolazioni periferiche verranno intraprese tecniche di manipolazione vertebrale.

L’azienda Fisiotop nel corso degli anni ha dato vita ad un lungimirante progetto che, dopo anni di sperimentazione, ha portato ad un’attenta analisi del funzionamento del corpo umano e del movimento.
In questo articolo verrà messo in evidenzia l’aspetto posturale ed il suo equilibrio statico e dinamico che, negli ultimi anni, è diventato un argomento cardine per molti specialisti.
L’obiettivo sarà quello di aggiornare i professionisti del settore attraverso dei corsi formativi sull’analisi posturale e soprattutto visiva. Questa necessità nasce dal fatto che sono sempre più i comuni i disordini visivi; quindi, avere un professionista altamente specializzato che si occupi della cura e della prevenzione di questi disturbi risulta essere di fondamentale importanza.

2. Caratteristiche della manipolazione vertebrale

La manipolazione vertebrale è una tecnica passiva effettuata da un terapeuta specializzato e consistente nell’applicazione di impulsi ad alta velocità e a bassa frequenza.

Simili interventi, che prendono il nome di HVLA (High Velocity Low Amplitude), sono focalizzati su una singola articolazione, che viene trattata fino al limite del “range of motion” collegato a sua volta alle esigenze individuali.

La manipolazione si verifica tra le faccette articolari, che possiedono una pressione minore rispetto al resto dell’osso vertebrale.

Si tratta di una procedura che richiede una notevole qualificazione e una collaudata esperienza, oltre ad alti livelli di abilità e di coordinazione da parte del fisioterapista.

Proprio per questo motivo è opportuno che i professionisti del settore sanitario e sportivo, come posturologhi, fisioterapisti, osteopati, fisiatri ed esperti in Scienze Motorie, siano adeguatamente preparati per possedere le competenze richieste.

Fisiotop Accademy è una struttura altamente specializzata nella formazione di tecnici della manipolazione vertebrale con metodiche HVLA che, tramite corsi teorici e pratici di alto livello, possono acquisire le principali tecniche thrust di ispirazione osteopatica e chiropratica.

In questo corso è possibile imparare un metodo innovativo, efficace e sicuro sulle principali tecniche di manipolazione diretta, rivolto a fisioterapisti, massoterapisti, osteopati, studenti e personale medico del settore.

Contrariamente a quanto si credeva fino a qualche anno fa, le manipolazioni vertebrali non servono a riportare in posizione segmenti ossei disallineati e neppure ad aggiustare porzioni fuori controllo, ma piuttosto svolgono un ruolo di primaria importanza per intervenire sulla stiffness muscolare.

La stiffness spinale è la capacità elastica di un fascio muscolare che, nel distretto articolare della colonna vertebrale, può influire notevolmente sulla qualità dei movimenti e della postura.

Inoltre tecniche del genere contribuiscono a diminuire la sintomatologia dolorosa quasi sempre associata a disturbi di questo tipo, migliorando quindi lo stato di benessere del paziente.

Le modificazioni biomeccaniche derivanti da interventi di manipolazione vertebrale dipendono da cambiamenti neurofisiologici che si verificano all’interno dell’articolazione.

Grazie al controllo funzionale sugli Organi Tendinei del Golgi e sui Fusi Neuromuscolari, le articolazioni ottimizzano le loro risposte alle stimolazioni sensitive dei recettori sensoriali.

Le manipolazioni contribuiscono a ridurre la sintesi di citochine, composti antinfiammatori che aumentano moltissimo la loro concentrazione ematica in caso di problemi articolari al rachide.

Un altro vantaggioso effetto di simili tecniche fisioterapiche è collegato infine al potenziamento delle risposte immunitarie.

3. Utilità del metodo HVLA

Le manipolazioni vertebrali sono interventi manuali che il terapeuta applica su specifici punti di collegamento tra le vertebre, ossa cave che contengono e proteggono il midollo spinale.

Il midollo spinale, che è una porzione del sistema nervoso centrale, è costituito da fasci di nervi ascendenti (che dalla periferia salgono al cervello) e discendenti (che dalle aree encefaliche si distribuiscono alla muscolatura).

È chiaro che qualsiasi problema alle articolazioni della colonna vertebrale può incidere notevolmente sulla funzionalità neuromuscolare e pertanto limitare i movimenti, alterare l’assetto posturale e provocare l’insorgenza di dolore.

I meccanismi che stanno alla base della tecnica HVLA non sono ancora del tutto stati chiariti, anche se la loro validità terapeutica è ormai un dato di fatto riconosciuto unanimamente.

Il punto di forza di simili interventi, il così detto “crack”, è il risultato della forza erogata sull’area manipolata e può variare a seconda della porzione di rachide coinvolto.

Le modificazioni biomeccaniche della colonna vertebrale, che hanno una durata di qualche ora, servono sostanzialmente per eliminare il dolore e per migliorare la qualità del movimento e della postura, anche se, non essendo risolutive al 100%, devono essere ripetute.

D’altra parte si tratta di operazioni non invasive e superficiali che pertanto agiscono limitatamente al loro ambito interventistico.

Se ben effettuate, le manipolazioni si rivelano la scelta d’elezione a tre livelli:
• periferico,
con miglioramento dei disturbi infiammatori locali e potenziamento delle risposte motorie;
• spinale,
con inibizione della sintomatologia dolorosa a livello del midollo spinale;
• sovra-spinale,
con riduzione delle risposte cerebrali alle stimolazioni nocicettive periferiche.

Si può affermare che tali procedure manipolatorie agiscono in maniera graduale iniziando dalla periferia e raggiungendo poi i centri encefalici di controllo del dolore.

Questo fatto spiega perché il primo risultato ottenuto si traduce con una diminuzione del dolore.

4. Decalogo per una corretta manipolazione vertebrale

Il successo o l’insuccesso delle manipolazioni vertebrali dipende fondamentalmente dall’abilità del professionista che interviene sul rachide del paziente, dato che un approccio sbagliato potrebbe provocare conseguenze molto gravi.

Esistono due tipi di approccio a questa metodica: uno attivo, che può essere eseguito mediante una serie di esercizi svolti dal paziente e uno passivo che viene messo in atto da un terapeuta.

In quest’ultimo caso si deve creare una serie di messa in tensione lungo definiti assi della colonna vertebrale a cui fa seguito un rapido movimento che rappresenta il punto focale della manipolazione.

Per non commettere errori che potrebbero inficiare completamente il risultato finale dell’intervento manipolatorio è stato stilato il seguente decalogo di operazioni necessarie per una corretta manipolazione vertebrale.

1. La manipolazione deve essere eseguita rispettando i movimenti fisiologici del rachide, che sono: flessione, lateroflessione, rotazione ed estensione, evitando quindi qualsiasi forzatura.

2. La manipolazione è un intervento indolore e pertanto deve essere effettuata secondo la direzione antalgica del movimento.

3. Per raggiungere risultati efficaci e soddisfacenti, bisogna tenere presente che le manipolazioni sono atti tridimensionali che prevedono almeno tre direzioni libere.

4. Le manipolazioni possono essere eseguite soltanto dopo che il paziente è in possesso di una diagnosi chiara e attendibile, che esclude qualsiasi controindicazione o effetto collaterale.

5. L’angolo delle manipolazioni deve rimanere sempre entro il range fisiologico con un valore di rotazione massimo compreso preferibilmente tra 30 e 35 gradi centigradi.

6. È assolutamente vietato intervenire su segmenti vertebrali che hanno subito interventi chirurgici di stabilizzazione, in quanto i movimenti potrebbero alterare la posizione dei fissatori.

7. Gli interventi manipolatori possono essere eseguiti soltanto su pazienti informati, consenzienti e collaborativi, che non siano affetti da disturbi ansiosi o depressivi.

8. L’intensità dell’intervento deve essere proporzionata alla gravità del disturbo da trattare, calibrando con attenzione la forza manipolatoria.

9. Le manipolazioni devono essere eseguite da professionisti esperti e competenti, in ambienti idonei (ambulatori medici) e con specifici strumenti.

10. È possibile valutare l’efficacia di un trattamento del genere non prima del terzo giorno successivo alla manipolazione, quando il paziente deve essere rivalutato per analizzare il suo stato di salute.

5. Corso professionale HVLA

Fisiotop è specializzata nella risoluzione di problematiche dolorose di natura osteoarticolare, che organizza un corso di manipolazione strutturale del rachide e delle articolazioni periferiche, insegnando ai partecipanti le principali tecniche thrust della scuola di Maigne.

Il corso HVLA è rivolto a fisioterapisti, massoterapisti, osteopati, fisiatri e medici di questo settore, che possono imparare un metodo efficace, innovativo e sicuro riguardante le tecniche di manipolazione sia sulla colonna vertebrale che sulle articolazioni periferiche.

Il programma, che prevede anche l’insegnamento di tecniche miotensive sul rachide, è organizzato con lezioni teoriche e pratiche, finalizzate a trasmettere le competenze necessarie per intervenire su tutti i settori della colonna vertebrale.

Queste tecniche sono applicabili al tratto cervicale, alle giunzioni cervico-dorsali, al tratto dorsale e a quello lombare.

Per quanto riguarda le articolazioni periferiche, il programma prevede l’insegnamento di metodiche riguardanti spalla, gomito, polso, ginocchio, anche, caviglie e sinfisi pubica.

Fisiotop è stata fondata nel 2009, con lo scopo di applicare un innovativo metodo riabilitativo che consente di sfruttare in maniera ottimale le tre fondamentali terapie di training (allenamento), osteopatia e posturologia.

Un programma del genere si basa su una preventiva valutazione posturale del paziente e dei suoi disturbi, allo scopo di individuare e migliorare le problematiche disfunzionali mediante programmi personalizzati.

Gli effetti delle manipolazioni HVLA sulla muscolatura dipendono dalla pratica del terapeuta e dal tipo di tensione che viene sviluppata.

È stato ampiamente dimostrato che interventi del genere sono in grado di migliorare la mobilità delle articolazioni anche attraverso manipolazioni mirate su eventuali aderenze tissutali intra- ed extra-capsulari.

Grazie a questa tecnica è possibile realizzare un’ottimizzazione della fisiologia neuromuscolare, sia in fase motoria che statica.

Le HVLA svolgono inoltre un potente effetto antalgico attraverso la stimolazione delle radici nervose dorsali che favoriscono il rilascio di endorfina, una molecola con effetto antidolorifico e bioattivante.

Si verifica inoltre un rilassamento dei fasci muscolari contigui, con attenuazione del dolore.

In seguito allo scatto (“crack”) si verifica un insieme di conseguenze neurofisiologiche ad altissimo impatto, che incidono non soltanto a livello muscolo-scheletrico ma anche nervoso.

Le più valide applicazioni delle tecniche HVLA sono le seguenti:
• miglioramento dei segni clinici derivanti da percezione dolorosa;
• riduzione del ROM articolare;
• attenuazione di algie mioarticolari.

Prima di affrontare un programma terapeutico del genere, è fondamentale che il paziente venga valutato mediante specifici test biomeccanici, in grado di individuare la precisa area di disfunzione articolare, che deve poi essere mobilizzata ripetutamente per ripristinare la sua funzionalità fisiologica.

L’alta velocità con cui si applicano le manipolazioni è indispensabile per provocare uno shock propriocettivo, così come la bassa ampiezza è decisiva per non stimolare riflessi da stiramento.

Presso Fisiotop è possibile seguire un corso di osteopatia e posturologia, incentrato sulle tecniche HVLA del rachide e delle articolazioni periferiche, tenuto dal dott Davide Coppo nella sede di Courgnè (Torino).

Per avere informazioni più dettagliate, è sufficiente compilare il form di contatto presente sul sito web, oppure inviare una mail a: info@fisiotopacademy.it.

Dopo aver valutato le condizioni di partenza del paziente, il corso HVLA è incentrato sull’approccio terapeutico miotensivo basato su tecniche manipolative dirette e indirette, che servono innanzi tutto a eliminare il dolore e poi a potenziare la funzionalità muscolare e osteoarticolare della colonna vertebrale.

CORSO HVLA

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Tecniche HVLA cosa sono?

Tecniche HVLA cosa sono?

Che cosa sono le tecniche HVLA?

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2023sab28gen(gen 28)09:00dom29(gen 29)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (29)

2023sab27mag(mag 27)09:00dom28(mag 28)17:30Corso HVLAColonna e articolazioni perifericheStudio Fisiotop Cuorgnè, via Torino, 3309:00 – 17:30 (28)

1. Introduzione

Fisiotop nel corso degli anni ha dato vita ad un lungimirante progetto che, dopo anni di sperimentazione, ha portato ad un’attenta analisi del funzionamento del corpo umano e del movimento.
In questo articolo verrà messo in evidenzia l’aspetto posturale ed il suo equilibrio statico e dinamico che, negli ultimi anni, è diventato un argomento cardine per molti specialisti.
L’obiettivo sarà quello di aggiornare i professionisti del settore attraverso dei corsi formativi sull’analisi posturale e soprattutto visiva. Questa necessità nasce dal fatto che sono sempre più i comuni i disordini visivi; quindi, avere un professionista altamente specializzato che si occupi della cura e della prevenzione di questi disturbi risulta essere di fondamentale importanza.

2. Che cosa sono le tecniche HVLA?

Le tecniche HVLA (High Velocity Low Amplitude) consentono di effettuare manipolazioni vertebrali mirate a zone del rachide da cui si genera un dolore osteo-articolare oppure muscolare localizzato soprattutto (ma non soltanto) alla schiena, al collo e alle spalle.

La sigla HVLA indica che simili interventi si caratterizzano per una elevata velocità, ma per una bassa ampiezza, che sono i requisiti essenziali per ottenere risultati soddisfacenti.

Oltre che curative (in presenza di sintomatologia algica), le manipolazioni svolgono anche un efficace ruolo preventivo in quanto contribuiscono a migliorare l’assetto posturale del paziente e quindi il benessere globale dell’organismo.

La colonna vertebrale è una porzione dello scheletro formata dalla sovrapposizione delle vertebre, ossa dotate di un foro centrale attraverso cui passa il midollo spinale.

Questa parte del sistema nervoso centrale è formata da fasci di nervi sensitivi ascendenti (con andamento centripeto verso il cervello) e di nervi motori discendenti (con andamento centrifugo verso la periferia).

Dal corretto funzionamento del midollo spinale dipende quello dell’apparato muscolo-scheletrico, dato che, attraverso le giunzioni neuro-muscolari, l’encefalo monitorizza le prestazioni meccaniche (dinamiche) e statiche dei muscoli.

Le manipolazioni vertebrali sono procedure manuali che possono essere effettuate soltanto da terapeuti specializzati e altamente qualificati nel settore, dato che è necessaria una notevole abilità e una profonda conoscenza della struttura anatomica dello scheletro per ottenere risultati vantaggiosi.

Proprio per questo motivo è indispensabile che il personale sanitario che si occupa di metodiche HVLA abbia seguito corsi di formazione di ottimo livello, in grado di fornire tutto il supporto scientifico necessario per intervenire correttamente sul paziente.

Dato che il principale obiettivo da raggiungere rimane quello di eliminare la sintomatologia dolorosa, il terapeuta deve agire principalmente sulla componente nocicettiva della muscolatura mediante mirate manipolazioni delle vertebre interessate.

I fondamenti si cui si basano le tecniche HVLA sono due:
• intervenire sugli squilibri biomeccanici della colonna vertebrale per migliorare il benessere del midollo spinale;
• ripristinare l’integrità strutturale del rachide garantendo l’ottimizzazione delle funzioni dei fasci nervosi in esso contenuti.

Liberando la colonna vertebrale da eventuali blocchi anatomici, infortuni oppure patologie infiammatorie, è possibile ripristinare non soltanto il suo assetto morfologico, ma anche quello del midollo spinale, che è il diretto responsabile del dolore.

Come conseguenza si verifica un potenziamento della motilità articolare, un’attenuazione delle tensioni muscolari, un miglioramento dell’afflusso sanguigno e conseguente ossigenazione dei tessuti, con eliminazione di sostanze pro-infiammatorie come le citochine circolanti.

3. Caratteristiche delle tecniche HVLA

Le tecniche HVLA, definite anche thrust oppure di adjustement, trovano largo impiego non soltanto in campo fisioterapico, ma anche chiropratico e osteopatico.

La chiroterapia, una branca della medicina alternativa la cui denominazione deriva da due vocaboli greci (“keir” che significa “mano” e “praxis” che significa “attività”), si concentra infatti sul trattamento e sulla prevenzione di disturbi meccanici e statici dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi del sistema nervoso centrale.

L’osteopatia, a sua volta, è una pratica incentrata sul trattamento manuale delle patologie osteo-articolari tramite interventi calibrati e indirizzati sui punti dolenti dello scheletro.

Il meccanismo d’azione delle tecniche HVLA si concentra sul “crack”, il rumore che accompagna la mobilizzazione del punto articolare trattato, dove si verifica una condensazione e successiva rottura di microbolle d’azoto presenti nel liquido sinoviale in seguito al dinamismo causato dalla manipolazione.

Queste particelle d’azoto rappresentano il prodotto finale dei processi catabolici dei condrociti, la cellule costitutive della cartilagine.

Oltre a questa funzione, le HVLA provocano anche la rottura delle aderenze tissutali intra ed extra-capsulari, contribuendo a incrementare l’ampiezza del movimento e quindi il benessere funzionale dell’articolazione.

L’aspetto più interessante degli atti manipolatori rimane senza dubbio il coinvolgimento neurofisiologico relativo all’aumento delle potenzialità del midollo spinale che si manifestano sia localmente sia a livello di distretti lontani.

Simili interventi riescono ad innalzare la soglia di attivazione del riflesso da stiramento miofasciale minimizzando il rischio di spasmi dolorosi, grazie a un’azione mirata sui propriocettori localizzati nei fusi neuromuscolari e negli organi del Golgi.

L’effetto antalgico delle manipolazioni vertebrali dipende inoltre dalla stimolazione meccanica delle radici nervose dorsali e dall’aumentata secrezione di β-endorfine, molecole dotate di eccellenti proprietà defaticanti e bioattivanti.

Anche il sistema nervoso autonomo è in collegamento con alcune zone della colonna vertebrale, come ad esempio l’area cranio-cervicale che è innervata dalle radici del vago oppure alcune articolazioni toraciche che sono innervate dalle catene vertebro-laterali dell’ortosimpatico.

È necessario pertanto tenere conto che, nel momento in cui si applica una manipolazione vertebrale vengono stimolati numerosi distretti nervosi sia centrali che periferici, con effetti meccanici e neurofisiologici di notevole impatto.

4. Campi d'impiego delle tecniche HVLA

I campi d’impiego in cui le tecniche HVLA si confermano particolarmente efficaci sono i seguenti:
• riduzione del Range of Motion (ROM) articolare;
• alterazioni del tono muscolare;
• dolore mio-articolare dipendente dal movimento.

• Il ROM, conosciuto anche col nome di flessibilità articolare, è un fattore indicativo delle potenzialità funzionali di un’articolazione, cioé della sua capacità di muoversi senza provocare dolore.
Si misura con un angolo indicativo dell’arco completo di movimento.

Questo aspetto può essere migliorato nettamente con le tecniche HVLA grazie a un’azione combinata sui segmenti articolari, muscolari e nervosi, dalla cui sinergia funzionale dipendono le prestazioni finali.

Bisogna tenere conto che il ROM tende a diminuire a causa del fisiologico invecchiamento dei tessuti e pertanto nella terza età è piuttosto comune una sua alterazione spesso accompagnata da sintomatologia dolorosa.

• Il tono muscolare è un altro aspetto molto incisivo sulla funzionalità osteo-articolare dato che una muscolatura tendenzialmente flaccida funziona peggio e quindi ostacola le azioni sia meccaniche sia statiche.

Il tono muscolare è quello stato di fisiologica contrazione dei muscoli controllato dai fusi neuro-muscolari e quindi dalle sinapsi motorie del sistema nervoso centrale (motoneuroni).

Questo aspetto condizione moltissimo l’intero apparato locomotore e pertanto deve essere mantenuto in ottimo stato.

• Il dolore mio-articolare derivante dal movimento è la forma più diffusa di disturbo algico delle articolazioni e può colpire individui di tutte le età, con una netta prevalenza di sportivi sottoposti ad allenamenti intensi e prolungati.

In situazioni del genere si verifica una sovrapposizione tra problematiche muscolari e osteo-articolari, peggiorando notevolmente la percezione dolorifica del paziente.

Le tecniche HVLA non possono essere utilizzate in presenza delle seguenti condizioni:
• neoplasie;
• patologie infettive;
• patologie reumatiche;
• dolore acuto;
• osteocondrosi giovanile;
• instabilità articolare;
• recenti eventi traumatici;
• insufficienza artero-venosa;
• ernia discale estrusa;
• spndilolisi;
• sindrome della Coda Equina;
• sindrome di Down;
• abuso di steroidi.

Per ottenere risultati soddisfacenti è fondamentale affidarsi a professionisti competenti, esperti e specializzati in questo settore, che prevede un’ottima abilità manuale e una puntuale conoscenza dei distretti anatomici del rachide.

Servendosi di specifici test biomeccanici il terapeuta deve individuare con precisione la zona di disfunzione articolare che, una volta identificata, può essere sottoposta a ripetute mobilizzazioni.

L’alta velocità d’intervento è il presupposto principale per ottenere l’indispensabile shock propriocettivo, così come la bassa ampiezza è altrettanto decisiva per evitare l’insorgenza del riflesso da stiramento, che potrebbe causare effetti avversi.

5. Corso HVLA per imparare correttamente la tecnica manipolatoria

I terapeuti che praticano le tecniche HVLA devono avere una preparazione adeguata in quanto il successo degli interventi dipende quasi unicamente dalle loro capacità professionali.

A tale scopo è fortemente consigliato frequentare un qualificato corso di manipolazioni vertebrali, come quello organizzato da Fisiotop Academy, un’azienda che da tempo si occupa di formazione in questo settore.

Si tratta di un corso di osteopatia strutturale riguardante interventi manipolatori sul rachide e sulle articolazioni periferiche, che consente di acquisire i fondamenti di chiropratica, delle tecniche thrust e della scuola di Maigne.

Grazie all’interazione tra queste tecniche è stato possibile strutturare un innovativo metodo in grado di offrire un approccio multidisciplinare ai principali disturbi neurofisiologici e muscolo-scheletrici caratterizzati da sintomatologia dolorosa.

Il corso istituito da Fisiotop è rivolto a fisioterapisti, massoterapisti, osteopati, medici e studenti di simili discipline, interessati alle tecniche manuali miotensive e alle loro applicazioni.

Per quanto riguarda la colonna vertebrale, il programma prevede una parte teorica (incentrata sulla storia delle manipolazioni HVLA) e una parte pratica riguardante interventi sulla porzione cervicale, toracica, dorsale e lombare del rachide e sulla giunzione cervico-dorsale.

Nell’ambito delle articolazioni periferiche il corso è incentrato su spalle, gomiti, polsi, ginocchia, bacino, caviglie e sinfisi pubica, sempre con particolare riguardo alle problematiche algiche collegate ai vari disturbi.

Fisiotop Academy è nata nel 2009, dopo un lungo percorso formativo che i due fondatori hanno affrontato per migliorare la conoscenza delle metodologie manipolatorie HVLA.

In seguito ad anni di sperimentazioni pratiche ed a continui aggiornamenti, è stato possibile arrivare alla formulazione di un metodo integrativo ideale sia per scopi terapeutici sia preventivi anche nel settore sportivo.

Gli ambiziosi obiettivi del corso hanno permesso di arrivare a una perfetta integrazione di differenti discipline, come posturologia, osteopatia, chiropratica, riabilitazione e analisi del movimento.

Per ricevere informazioni è sufficiente compilare il form disponibile sul sito web, dove si possono visionare anche le numerose attività svolte dal centro.

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