Tecniche HVLA cosa sono?

Che cosa sono le tecniche HVLA?

Indice

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1. Introduzione

L’azienda Fisiotop nel corso degli anni ha dato vita ad un lungimirante progetto che, dopo anni di sperimentazione, ha portato ad un’attenta analisi del funzionamento del corpo umano e del movimento. In questo articolo verrà messo in evidenzia l’aspetto posturale ed il suo equilibrio statico e dinamico che, negli ultimi anni, è diventato un argomento cardine per molti specialisti. L’obiettivo sarà quello di aggiornare i professionisti del settore attraverso dei corsi formativi sull’analisi posturale e soprattutto visiva. Questa necessità nasce dal fatto che sono sempre più i comuni i disordini visivi; quindi, avere un professionista altamente specializzato che si occupi della cura e della prevenzione di questi disturbi risulta essere di fondamentale importanza.

2. Che cosa sono le tecniche HVLA?

Le tecniche HVLA (High Velocity Low Amplitude) consentono di effettuare manipolazioni vertebrali mirate a zone del rachide da cui si genera un dolore osteo-articolare oppure muscolare localizzato soprattutto (ma non soltanto) alla schiena, al collo e alle spalle.

La sigla HVLA indica che simili interventi si caratterizzano per una elevata velocità, ma per una bassa ampiezza, che sono i requisiti essenziali per ottenere risultati soddisfacenti.

Oltre che curative (in presenza di sintomatologia algica), le manipolazioni svolgono anche un efficace ruolo preventivo in quanto contribuiscono a migliorare l’assetto posturale del paziente e quindi il benessere globale dell’organismo.

La colonna vertebrale è una porzione dello scheletro formata dalla sovrapposizione delle vertebre, ossa dotate di un foro centrale attraverso cui passa il midollo spinale.

Questa parte del sistema nervoso centrale è formata da fasci di nervi sensitivi ascendenti (con andamento centripeto verso il cervello) e di nervi motori discendenti (con andamento centrifugo verso la periferia).

Dal corretto funzionamento del midollo spinale dipende quello dell’apparato muscolo-scheletrico, dato che, attraverso le giunzioni neuro-muscolari, l’encefalo monitorizza le prestazioni meccaniche (dinamiche) e statiche dei muscoli.

Le manipolazioni vertebrali sono procedure manuali che possono essere effettuate soltanto da terapeuti specializzati e altamente qualificati nel settore, dato che è necessaria una notevole abilità e una profonda conoscenza della struttura anatomica dello scheletro per ottenere risultati vantaggiosi.

Proprio per questo motivo è indispensabile che il personale sanitario che si occupa di metodiche HVLA abbia seguito corsi di formazione di ottimo livello, in grado di fornire tutto il supporto scientifico necessario per intervenire correttamente sul paziente.

Dato che il principale obiettivo da raggiungere rimane quello di eliminare la sintomatologia dolorosa, il terapeuta deve agire principalmente sulla componente nocicettiva della muscolatura mediante mirate manipolazioni delle vertebre interessate.

I fondamenti si cui si basano le tecniche HVLA sono due:
• intervenire sugli squilibri biomeccanici della colonna vertebrale per migliorare il benessere del midollo spinale;
• ripristinare l’integrità strutturale del rachide garantendo l’ottimizzazione delle funzioni dei fasci nervosi in esso contenuti.

Liberando la colonna vertebrale da eventuali blocchi anatomici, infortuni oppure patologie infiammatorie, è possibile ripristinare non soltanto il suo assetto morfologico, ma anche quello del midollo spinale, che è il diretto responsabile del dolore.

Come conseguenza si verifica un potenziamento della motilità articolare, un’attenuazione delle tensioni muscolari, un miglioramento dell’afflusso sanguigno e conseguente ossigenazione dei tessuti, con eliminazione di sostanze pro-infiammatorie come le citochine circolanti.

3. Caratteristiche delle tecniche HVLA

Le tecniche HVLA, definite anche thrust oppure di adjustement, trovano largo impiego non soltanto in campo fisioterapico, ma anche chiropratico e osteopatico.

La chiroterapia, una branca della medicina alternativa la cui denominazione deriva da due vocaboli greci (“keir” che significa “mano” e “praxis” che significa “attività”), si concentra infatti sul trattamento e sulla prevenzione di disturbi meccanici e statici dell’apparato muscolo-scheletrico e quindi del sistema nervoso centrale.

L’osteopatia, a sua volta, è una pratica incentrata sul trattamento manuale delle patologie osteo-articolari tramite interventi calibrati e indirizzati sui punti dolenti dello scheletro.

Il meccanismo d’azione delle tecniche HVLA si concentra sul “crack”, il rumore che accompagna la mobilizzazione del punto articolare trattato, dove si verifica una condensazione e successiva rottura di microbolle d’azoto presenti nel liquido sinoviale in seguito al dinamismo causato dalla manipolazione.

Queste particelle d’azoto rappresentano il prodotto finale dei processi catabolici dei condrociti, la cellule costitutive della cartilagine.

Oltre a questa funzione, le HVLA provocano anche la rottura delle aderenze tissutali intra ed extra-capsulari, contribuendo a incrementare l’ampiezza del movimento e quindi il benessere funzionale dell’articolazione.

L’aspetto più interessante degli atti manipolatori rimane senza dubbio il coinvolgimento neurofisiologico relativo all’aumento delle potenzialità del midollo spinale che si manifestano sia localmente sia a livello di distretti lontani.

Simili interventi riescono ad innalzare la soglia di attivazione del riflesso da stiramento miofasciale minimizzando il rischio di spasmi dolorosi, grazie a un’azione mirata sui propriocettori localizzati nei fusi neuromuscolari e negli organi del Golgi.

L’effetto antalgico delle manipolazioni vertebrali dipende inoltre dalla stimolazione meccanica delle radici nervose dorsali e dall’aumentata secrezione di β-endorfine, molecole dotate di eccellenti proprietà defaticanti e bioattivanti.

Anche il sistema nervoso autonomo è in collegamento con alcune zone della colonna vertebrale, come ad esempio l’area cranio-cervicale che è innervata dalle radici del vago oppure alcune articolazioni toraciche che sono innervate dalle catene vertebro-laterali dell’ortosimpatico.

È necessario pertanto tenere conto che, nel momento in cui si applica una manipolazione vertebrale vengono stimolati numerosi distretti nervosi sia centrali che periferici, con effetti meccanici e neurofisiologici di notevole impatto.

4. Campi d'impiego delle tecniche HVLA

I campi d’impiego in cui le tecniche HVLA si confermano particolarmente efficaci sono i seguenti:
• riduzione del Range of Motion (ROM) articolare;
• alterazioni del tono muscolare;
• dolore mio-articolare dipendente dal movimento.

• Il ROM, conosciuto anche col nome di flessibilità articolare, è un fattore indicativo delle potenzialità funzionali di un’articolazione, cioé della sua capacità di muoversi senza provocare dolore.
Si misura con un angolo indicativo dell’arco completo di movimento.

Questo aspetto può essere migliorato nettamente con le tecniche HVLA grazie a un’azione combinata sui segmenti articolari, muscolari e nervosi, dalla cui sinergia funzionale dipendono le prestazioni finali.

Bisogna tenere conto che il ROM tende a diminuire a causa del fisiologico invecchiamento dei tessuti e pertanto nella terza età è piuttosto comune una sua alterazione spesso accompagnata da sintomatologia dolorosa.

• Il tono muscolare è un altro aspetto molto incisivo sulla funzionalità osteo-articolare dato che una muscolatura tendenzialmente flaccida funziona peggio e quindi ostacola le azioni sia meccaniche sia statiche.

Il tono muscolare è quello stato di fisiologica contrazione dei muscoli controllato dai fusi neuro-muscolari e quindi dalle sinapsi motorie del sistema nervoso centrale (motoneuroni).

Questo aspetto condizione moltissimo l’intero apparato locomotore e pertanto deve essere mantenuto in ottimo stato.

• Il dolore mio-articolare derivante dal movimento è la forma più diffusa di disturbo algico delle articolazioni e può colpire individui di tutte le età, con una netta prevalenza di sportivi sottoposti ad allenamenti intensi e prolungati.

In situazioni del genere si verifica una sovrapposizione tra problematiche muscolari e osteo-articolari, peggiorando notevolmente la percezione dolorifica del paziente.

Le tecniche HVLA non possono essere utilizzate in presenza delle seguenti condizioni:
• neoplasie;
• patologie infettive;
• patologie reumatiche;
• dolore acuto;
• osteocondrosi giovanile;
• instabilità articolare;
• recenti eventi traumatici;
• insufficienza artero-venosa;
• ernia discale estrusa;
• spndilolisi;
• sindrome della Coda Equina;
• sindrome di Down;
• abuso di steroidi.

Per ottenere risultati soddisfacenti è fondamentale affidarsi a professionisti competenti, esperti e specializzati in questo settore, che prevede un’ottima abilità manuale e una puntuale conoscenza dei distretti anatomici del rachide.

Servendosi di specifici test biomeccanici il terapeuta deve individuare con precisione la zona di disfunzione articolare che, una volta identificata, può essere sottoposta a ripetute mobilizzazioni.

L’alta velocità d’intervento è il presupposto principale per ottenere l’indispensabile shock propriocettivo, così come la bassa ampiezza è altrettanto decisiva per evitare l’insorgenza del riflesso da stiramento, che potrebbe causare effetti avversi.

5. Corso HVLA per imparare correttamente la tecnica manipolatoria

I terapeuti che praticano le tecniche HVLA devono avere una preparazione adeguata in quanto il successo degli interventi dipende quasi unicamente dalle loro capacità professionali.

A tale scopo è fortemente consigliato frequentare un qualificato corso di manipolazioni vertebrali, come quello organizzato da Fisiotop Academy, un’azienda che da tempo si occupa di formazione in questo settore.

Si tratta di un corso di osteopatia strutturale riguardante interventi manipolatori sul rachide e sulle articolazioni periferiche, che consente di acquisire i fondamenti di chiropratica, delle tecniche thrust e della scuola di Maigne.

Grazie all’interazione tra queste tecniche è stato possibile strutturare un innovativo metodo in grado di offrire un approccio multidisciplinare ai principali disturbi neurofisiologici e muscolo-scheletrici caratterizzati da sintomatologia dolorosa.

Il corso istituito da Fisiotop è rivolto a fisioterapisti, massoterapisti, osteopati, medici e studenti di simili discipline, interessati alle tecniche manuali miotensive e alle loro applicazioni.

Per quanto riguarda la colonna vertebrale, il programma prevede una parte teorica (incentrata sulla storia delle manipolazioni HVLA) e una parte pratica riguardante interventi sulla porzione cervicale, toracica, dorsale e lombare del rachide e sulla giunzione cervico-dorsale.

Nell’ambito delle articolazioni periferiche il corso è incentrato su spalle, gomiti, polsi, ginocchia, bacino, caviglie e sinfisi pubica, sempre con particolare riguardo alle problematiche algiche collegate ai vari disturbi.

Fisiotop Academy è nata nel 2009, dopo un lungo percorso formativo che i due fondatori hanno affrontato per migliorare la conoscenza delle metodologie manipolatorie HVLA.

In seguito ad anni di sperimentazioni pratiche ed a continui aggiornamenti, è stato possibile arrivare alla formulazione di un metodo integrativo ideale sia per scopi terapeutici sia preventivi anche nel settore sportivo.

Gli ambiziosi obiettivi del corso hanno permesso di arrivare a una perfetta integrazione di differenti discipline, come posturologia, osteopatia, chiropratica, riabilitazione e analisi del movimento.

Per ricevere informazioni è sufficiente compilare il form disponibile sul sito web, dove si possono visionare anche le numerose attività svolte dal centro.

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